UNA ALLEANZA PER LA COSTITUZIONE
Cosa deve fare il governo nei prossimi cinque anni per migliorare concretamente la vita delle persone?
La proposta del MoVimento 5 Stelle al tavolo della coalizione progressista
1. LA SALUTE NON È UN PRIVILEGIO: CONTA LA TESSERA SANITARIA, NON LA CARTA DI CREDITO
Una sanità uguale per tutti, superando le diseguaglianze tra le regioni.
Modifica del titolo V della Costituzione. Rafforzare i poteri di coordinamento dello Stato nella gestione del Servizio Sanitario nazionale. Accesso di qualità garantito a tutti.
Più risorse e personale per la sanità pubblica.
Aumentare strutturalmente il finanziamento del SSN per recuperare il divario rispetto alla media OCSE.
Adeguare le retribuzioni del personale sanitario pubblico agli standard europei. Eliminare i tetti alle assunzioni e avviare un piano straordinario di reclutamento.
Via la politica dalle nomine nella sanità Selezione dei dirigenti della sanità per merito e non per appartenenza politica.
Curare nei tempi giusti - Tempi essenziali per l’assistenza e fondo nazionale contro le attese Istituire un fondo perequativo finanziato dalla sanità privata gestito da una struttura straordinaria di coordinamento nazionale per abbattere le liste di attesa, con poteri di intervento destinato al personale e ampliamento dell’uso di diagnostica, sale operatorie e servizi. Stabilire tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi e usarli nella valutazione dei sistemi regionali. Oltre ai livelli essenziali di assistenza aggiungere i tempi essenziali di assistenza.
La prevenzione come investimento Scorporare dai vincoli di bilancio europei gli investimenti in prevenzione sanitaria. La prevenzione non è un costo da contenere, ma un investimento sulla salute e sulla sostenibilità futura del SSN.
2. UN LAVORO DIGNITOSO: SICURO, PROTETTO, ALLA PARI, COMPATIBILE CON LA VITA
Salario minimo legale: Garantire un salario minimo legale indicizzato automaticamente e coordinato con la contrattazione collettiva più rappresentativa.
Regolamentazione dei contratti a termine con causali chiare.
Riduzione orario di Lavoro a parità di Salario e agevolare lo smart-working e riconoscere il diritto alla disconnessione.
Sicurezza prima di tutto: Istituzione della Procura nazionale della sicurezza sul lavoro
Stesso Lavoro, stesso salario. Contrastare il divario retributivo di genere (gender pay gap) e garantire pari opportunità di carriera.
Genitori alla pari. Esonero contributivo totale al rientro dalla maternità e congedo paritario con indennità pari al 100% della retribuzione.
Tutele per autonomi e piccoli imprenditori. Garantire protezione in caso di malattia e maternità anche ad artigiani, commercianti e lavoratori autonomi
Sostegno alle famiglie. Agevolazioni alle famiglie per colf, badanti e baby sitter con deduzione dei contributi versati mediante cash back immediato.
Più certezze per i giovani. Fondo nazionale per la natalità e la previdenza dei Giovani.
Un welfare che non abbandona: Reddito 2.0. Revisione integrale dell’Assegno di inclusione (ADI) e del Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) per colmarne carenze e inefficienze
Revisione del codice dei contratti pubblici per garantire trasparenza dei rapporti e sicurezza sul lavoro anche in caso di subappalti.
Aggiornare lo Statuto dei lavoratori al nuovo contesto economico-sociale e alle nuove sfide tecnologiche.
3 PENSIONI GIUSTE E INVALIDITÀ DIGNITOSA
Staffetta generazionale: favorire la riduzione volontaria dell’orario di lavoro da parte del lavoratore vicino alla pensione in corrispondenza dell’assunzione stabile di un giovane, con compensazione della perdita contributiva da parte dello Stato.
Pensione flessibile per i lavori più pesanti. Maggiori tutele e flessibilità in uscita per lavori gravosi e mansioni usuranti.
Il lavoro di cura vale come lavoro: contributi pensionistici figurativi per i periodi dedicati ai figli nonché ai familiari non autosufficienti.
Nessuna pensione di invalidità sotto la soglia di dignità: chi non può lavorare deve poter vivere, non sopravvivere.
Reintrodurre Opzione Donna e rafforzare l’APE sociale.
4. INDIPENDENZA PER LE PERSONE CON DISABILITÀ E DIRITTI PER CHI CURA
Rendere effettiva l’autonomia delle persone con disabilità e riconoscere il lavoro di cura. Finanziare programmi per la vita indipendente e assegni per assistenti personali qualificati. Riconoscere i caregiver attraverso reddito di cura, tutela previdenziale, sostegno psicologico, protezione del lavoro o del percorso di studi e servizi di sostituzione nell’assistenza.
Potenziamento dei centri diurni, RSA pubbliche e rette sostenute dal servizio pubblico.
Co-housing sociale per gli anziani.
5. MENO TASSE SUL LAVORO, PIÙ INVESTIMENTI E LOTTA ALL’EVASIONE
Un grande piano di investimenti per la crescita
Istituire un fondo nazionale per la crescita capace di mobilitare volontariamente risparmio privato e capitale istituzionale verso innovazione, infrastrutture, transizione tecnologica e filiere industriali che operi con equity, garanzie, venture capital, debito e condivisione del rischio, separando indirizzo politico e selezione dei progetti.
Affiancare al Fondo una Banca pubblica per la capitalizzazione delle PMI, che favorisca patrimonializzazione e crescita dimensionale attraverso garanzie pubbliche selettive e parziali su obbligazioni, minibond e altri strumenti finanziari, anche in cogaranzia con banche e investitori istituzionali, facilitando l’accesso delle PMI al mercato dei capitali e riducendone la dipendenza dal credito bancario.
Agevolare capitali “pazienti” e investimenti nell’economia reale per promuovere un modello sociale di sviluppo. Prelievi più alti sulla speculazione di brevissimo periodo, più bassi su chi investe a medio-lungo termine.
Meno tasse su lavoro e redditi bassi,
Proteggere redditi bassi e medi e spostare il prelievo verso rendite eccezionali. Rendere l’IRPEF più progressiva ampliando scaglioni e no tax area, introdurre crediti d’imposta cedibili, programmati, tracciabili e anche rimborsabili anche per gli incapienti e prevedere meccanismi automatici di neutralizzazione del “fiscal drag”.
Chi ottiene extra profitti contribuisca di più Introdurre un contributo sugli extraprofitti realizzati nei settori caratterizzati da rendite eccezionali determinate da fenomeni esterni straordinari o posizioni dominanti, a partire da energia, banche, assicurazioni, industria bellica e grandi piattaforme digitali.
Premiare gli investimenti, disincentivare la speculazione. Spostare progressivamente la tassazione dai redditi di lavoro e di impresa alle rendite finanziarie speculative.
Proteggere il piccolo risparmio e introdurre un prelievo progressivo sulle grandi attività finanziarie, con soglie elevate, ad esclusione del piccolo risparmio, previdenza e titoli di Stato.
Promuovere l’armonizzazione fiscale per i capitali in Europa, il contrasto ai paradisi fiscali e una tassazione comune sulle grandissime fortune e sulle multinazionali.
Una strategia nazionale contro l’evasione
Definire una strategia nazionale pluriennale di riduzione del tax gap con obiettivi annuali e verificabili, integrando fatturazione elettronica, pagamenti digitali, banche dati, utilizzo dell’intelligenza artificiale, garantendo il controllo umano, la privacy e il diritto al contraddittorio del contribuente.
Pene efficaci per i grandi evasori
Abbassare, ove previste, le soglie di punibilità per le condotte evasive di maggiore rilevanza e rafforzare pene, confische e strumenti patrimoniali contro grandi frodi fiscali, fatture false, società schermo e occultamento dei patrimoni.
Limitare benefici premiali e cause di non punibilità nei casi di frode fiscale più grave, distinguendo nettamente la grande evasione fraudolenta dagli errori formali e dalle violazioni di minore entità.
Exit tax sui grandi patrimoni che trasferiscono residenza, stop alla deducibilità delle royalties verso paradisi fiscali, esclusione dagli appalti per le società opache.
6. PREZZI EQUI, FILIERE CORTE E LEGALITÀ IN AGRICOLTURA
Rafforzare il reddito degli agricoltori. Rendere vincolanti gli strumenti contro i prezzi agricoli sottocosto e rafforzare il potere contrattuale dei produttori. Sostenere cooperative, organizzazioni, stoccaggio e trasformazione condivisi, vendita diretta e gruppi di acquisto.
Contrastare sfruttamento e pratiche sleali. Rafforzare controlli, contratti e tracciabilità contro caporalato e agromafie.
Incentivare le nuove tecnologie in agricoltura agevolando anche le piccole aziende agricole nell’accesso a strumenti tecnologicamente avanzati.
Incentivare la conversione degli allevamenti intensivi verso modelli allevatoriali estensivi, sostenibili e ad alto benessere animale, riducendo di conseguenza le emissioni nocive nell’aria.
Superare le restrizioni sulla canapa industriale.
7. MENO BUROCRAZIA E PIÙ CREDITO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE
Reintroduzione di Transizione 4.0
Ritorno ai crediti di imposta generati da investimenti in innovazione compensabili direttamente e immediatamente attraverso il modello F24 in modo da consentire anche a tutte le imprese che non possono utilizzare gli ammortamenti di investire in nuove tecnologie.
Introdurre uno “Statuto per le imprese”: un quadro giuridico chiaro e moderno per rilanciare l’economia reale, le imprese che producono valore aggiunto, occupazione e innovazione, contro la dilagante finanziarizzazione dell’economia. Occorre agevolare chi investe in attività produttive e occupazione, con drastica semplificazione e massima certezza del diritto (sportello unico digitale con tempi massimi per rilasci e autorizzazioni), accesso al credito e incentivi dedicati per PMI e alle start-up, agevolazioni fiscali per utili reinvestiti e crediti d’imposta per ricerca, sviluppo e formazione, governance responsabile.
Favorire la crescita dimensionale delle imprese. L’attuale deficit di produttività va affrontato promuovendo meccanismi incentivanti la patrimonializzazione delle imprese e le aggregazioni.
In particolare, vanno ridotti i costi amministrativi e va facilitato l’accesso ai finanziamenti per attività minori e autonomi.
Creare un cassetto unico digitale per adempimenti, autorizzazioni, contributi e rapporti con le amministrazioni; applicare il principio “una volta soltanto” ai dati forniti dalle imprese; rafforzare garanzie pubbliche e microcredito e offrire assistenza pubblica per domande, piani e bandi.
Abolizione dell’acconto IRPEF per le imprese e i professionisti per i primi tre anni successivi al primo anno di utile.
8. CONTROLLI E LEGALITÀ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Abrogare le norme introdotte dal Governo Meloni ripristinando le funzioni degli organi di controllo come la Corte dei conti e l’ANAC, abrogando il tetto che limita il risarcimento del danno erariale e la presunzione di buona fede per i titolari di organi politici.
Ripristinare l’autonomia e indipendenza della Corte dei conti.
Restituire alla Corte dei conti il controllo concomitante su PNRR, sanità e grandi opere: si corregge in corso d’opera, non a danno avvenuto. Ripristinare l’autonomia e indipendenza della Corte dei conti.
Reintroduzione dell'abuso d'ufficio con una formulazione chiara e circoscritta, che colpisca gli abusi senza paralizzare i sindaci.
9. BOLLETTE PIÙ BASSE ED ENERGIA PIÙ PULITA
Ridurre l’IVA sui carburanti dal 22% al 10%
Rafforzare la sovranità energetica.
Incrementare entro il 2030 di 50 GW la potenza energetica da Fonti di energia rinnovabile, che consente un risparmio di spesa per il gas pari a 10 miliardi di euro l’anno, con diretti benefici per famiglie e imprese
Trasferire ai consumatori i benefici delle rinnovabili e proteggere i nuclei vulnerabili. Promuovere il disaccoppiamento della formazione del prezzo dell’energia elettrica delle fonti rinnovabili da quello del gas (decoupling).
Meno tasse sui consumi essenziali. Ridurre l'IVA sui carburanti dal 22% al 10% e allineare la fiscalità dell'energia elettrica a quella del gas.
Attuazione dei prezzi zonali con riduzione dei prezzi nelle aree geografiche in cui sono realizzati gli impianti.
Revisione degli oneri di sistema superando i sostegni alla generazione di energia fossile con chiusura
delle centrali elettriche obsolete e, più in generale, favorire il trasferimento degli oneri di sistema verso la fiscalità generale.
Promuovere Power Purchase Agreement (contratti a lungo termine a condizioni predefinite) garantendo un rapporto diretto tra produttore e consumatore.
Rafforzare il programma Energy Release con acquisti di energia dal GSE a prezzi calmierati in cambio della realizzazione di impianti rinnovabili.
Rimuovere gli ostacoli alle comunità energetiche e promuovere le forme di autoconsumo attraverso
la promozione di energia condivisa. Accelerare reti, accumuli, interconnessioni e connessioni dell’ultimo miglio.
Destinare i proventi delle aste ETS esclusivamente agli incentivi per le energie rinnovabili.
Produrre energia pulita sulle superfici già utilizzate e condividerne i benefici.
Installare prioritariamente fotovoltaico su tetti, edifici pubblici, capannoni, parcheggi e aree impermeabilizzate, includendo la bonifica dell’amianto.
Revisione del meccanismo dei bonus sociali agganciandoli a interventi strutturali di efficienza energetica.
Energia nucleare. Investiamo nella ricerca sulla fusione nucleare per disporre di tecnologie più avanzate, per ottenere energia più sicura e senza scorie.
10. UN PIANO CASA PUBBLICO CONTRO CARO AFFITTI E IMMOBILI VUOTI: La casa è un diritto fondamentale
Un piano pubblico nazionale dell’abitare che prevede l’aumento dell’offerta abitativa pubblica.
Obiettivo: “nessun edificio pubblico vuoto”. Censimento, recupero e assegnazione entro tempi certi degli immobili pubblici inutilizzati, compresi i beni confiscati alle mafie e superamento dell’immobilismo burocratico dovuto alla frammentazione delle proprietà tra enti pubblici diversi. Istituire l’Osservatorio pubblico dell’Abitare, prevedendo forme di sinergia tra pubblico e privato dotando gli enti territoriali delle risorse necessarie per la stipula di convenzioni con i privati proprietari di immobili sfitti affinché li concedano in gestione all'ente per un periodo di tempo determinato e ad un prezzo calmierato a fronte di benefici fiscali e della garanzia della riconsegna e per garantire un'offerta abitativa pubblica transitoria per i non abbienti.
Aumentare l’offerta accessibile e prevenire sfratti e morosità incolpevole. Rilanciare e riqualificare edilizia residenziale pubblica e sociale privilegiando il patrimonio esistente; censire e recuperare immobili vuoti mediante incentivi, convenzioni e locazioni garantite; finanziare stabilmente i fondi per accesso alle locazioni e morosità incolpevole.
11. SCUOLA PUBBLICA, SICURA E APERTA A TUTTI, ACCESSO GARANTITO A TUTTI I GRADI DI ISTRUZIONE.
NO al Ponte sullo Stretto, SI al Ponte sul futuro per i nostri giovani: 13,5 miliardi di euro li trasferiamo per le nostre scuole, per laboratori linguistici, informatici, teatrali, musicali, impianti sportivi e rimangano sempre aperte come luoghi di aggregazione e di formazione.
Migliorare edifici, continuità didattica e sostegno agli studenti con disabilità. Varare un piano pluriennale per sicurezza, agibilità, prevenzione incendi, climatizzazione sostenibile, mense, impianti sportivi e spazi educativi. Stabilizzare cattedre e organici ATA e assumere insegnanti di sostegno formati, con personale e strumenti adeguati all’inclusione.
Asili nido gratuiti in tutta Italia.
Scuole sempre aperte e centri estivi pubblici.
Scuola dell’obbligo realmente gratuita fino ai 16 anni per le fasce meno abbienti: libri, mensa e trasporto gratuiti per tutta la durata dell'obbligo scolastico.
Educazione digitale come materia curricolare: IA, social, privacy, disinformazione, cyberbullismo e uso consapevole della tecnologia.
Educazione sessuale e affettiva a scuola come presupposto di scelte consapevoli.
Revisione dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO): definizione obiettivi formativi chiari e valutabili, standard di sicurezza e monitoraggio di qualità, con tutor scolastici e aziendali e trasparenza su compiti e orari.
Incremento strutturale delle FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario) e FOE (Fondo Ordinario Enti di ricerca) dei fondi per la ricerca allineando l’investimento italiano alla media europea.
Rafforzare i diritti nei percorsi post-universitari con concorsi più trasparenti e meccanismi di reclutamento che contrastino il precariato e le tendenze localistiche.
Rafforzare il diritto allo studio universitario incrementando le residenze pubbliche e gli alloggi a prezzi calmierati per gli studenti. Garantire borse di studio a tutti gli idonei anche ampliando la no tax area.
12 PROTEZIONE DI TERRITORIO, ACQUA E ARIA
Territorio Istituire un Fondo permanente per attuare il PNACC e integrare il rischio climatico nella programmazione.
Piano trentennale messa in sicurezza del territorio (bonifiche, dissesto idrogeologico, messa in sicurezza sismica, contrasto dell’erosione costiera).
Acqua Affiancare un piano nazionale per ridurre le perdite idriche e migliorare reti, invasi, raccolta e riuso delle acque, con un programma stabile di manutenzione e soluzioni naturali contro il dissesto.
Aria Garantire su tutto il territorio nazionale livelli di inquinamento entro i limiti europei, con un programma di investimenti sulle principali fonti di emissione: riscaldamento degli edifici, industria, trasporti (più ferro per persone e merci, mezzi a basse emissioni), allevamenti intensivi da ridurre e riconvertire, gestione dei rifiuti con progressiva dismissione degli inceneritori. Finanziare indagini epidemiologiche sugli effetti dell'inquinamento su salute ed ecosistemi.
13. STOP AL CONSUMO DI SUOLO, CITTÀ PIÙ VERDI
Recuperare città e patrimonio inutilizzato senza impermeabilizzazione di nuovo suolo.
Piani comunali del verde obbligatori, favorire il modello della “città spugna”, con depavimentazione e rifugi climatici nei quartieri più esposti al caldo.
Progetto “Città che respirano”: 58,9 milioni di nuovi alberi (uno per abitante) nelle nostre città, più ombra, più salute, più qualità della vita.
Istituzione di un fondo per il ripristino della natura in ambiti urbani.
Istituire il "registro dei servizi ecosistemici" in cui i Comuni riportano annualmente i servizi ecosistemici acquisiti e quelli sacrificati, attribuendo loro un controvalore economico. Il bilancio dei servizi ecosistemici viene pubblicato ogni anno assieme al bilancio contabile consuntivo e reso liberamente accessibile al pubblico.
14. INFORMAZIONE LIBERA E PROTEZIONE DALLA VIOLENZA DIGITALE
Progressiva riduzione del finanziamento pubblico diretto all’editoria, dando attuazione all’art. 1, co. 810, della L. 145/2018 senza ulteriori proroghe, in funzione della revisione organica della normativa di settore, al fine di garantire pluralità dell’informazione, trasparenza degli assetti proprietari, eliminazione dei conflitti di interesse tra politica-imprese-informazione, tutela dell’autonomia dei giornalisti.
Potenziare il potere di vigilanza dell’AGCOM sulla libertà e la trasparenza dell’informazione.
Fuori i partiti dalla RAI: governance indipendente da governo e maggioranze, procedure trasparenti, criteri di competenza e finanziamento pluriennale. Piena attuazione del regolamento europeo EMFA.
Protezione effettiva dei minori dai social: verifica effettiva dell’età e disattivazione predefinita, per i minorenni, dei meccanismi progettati per favorirne l'uso compulsivo.
Offrire rimozione rapida, assistenza e competenze pubbliche alle vittime del deepfake sessuale non consensuale con pene adeguate e rimozione urgente, coordinandolo con il reato già esistente.
Intelligenza artificiale di Stato, perché le nostre istituzioni pubbliche non siano condizionate dallo strapotere delle Big Tech.
Promuovere l’istituzione di un’Agenzia internazionale di regolazione delle nuove tecnologie digitali, in modo da realizzare un costituzionalismo digitale universale, che contempli la più integrale tutela della persona e un dividendo sociale a favore delle comunità territoriali.
15. LOTTA ALLE MAFIE, APPALTI PULITI, POLITICA TRASPARENTE
Lotta alla criminalità organizzata. Potenziare Direzione nazionale e Direzioni distrettuali antimafia, coordinamento e specializzazione investigativa. Introdurre verifiche preventive e tracciabilità dei flussi negli appalti e garantire riservatezza, tutela dalle ritorsioni e canali indipendenti per i whistleblower. Potenziamento delle intercettazioni e degli strumenti di indagine, con controlli giudiziari e pieno rispetto delle garanzie previste dalla legge. Controlli più rigorosi sui detenuti mafiosi che accedono a benefici, per verificare l’assenza di collegamenti attuali con le organizzazioni criminali.
Abolire tutte le norme del Governo Meloni che hanno creato una giustizia a doppio binario: benevola con i potenti e inflessibile con i cittadini comuni.
Una vera legge sul conflitto di interessi e regolamentazione delle lobby: incompatibilità, obblighi di astensione e strumenti effettivi per evitare che la politica sia inquinata dagli affari e che interessi economici privati condizionino le funzioni pubbliche.
Mai più casi Delmastro: contrastare i privilegi di casta modificando le norme parlamentari.
Depenalizzazione della coltivazione domestica della cannabis per uso personale.
16. PIÙ SICUREZZA NEI QUARTIERI, PIÙ PREVENZIONE
Aumentare la presenza dello Stato e intervenire sulle cause sociali della criminalità. Rafforzare organici, presìdi quartiere, pattugliamenti, formazione, mezzi e coordinamento tra forze dell’ordine, Comuni e polizie locali.
Rafforzare la videosorveglianza, potenziare l’illuminazione e riqualificare piazze e aree degradate.
Integrare il presidio con investimenti in scuola, servizi, sport, educatori di strada, spazi pubblici e contrasto a dispersione, dipendenze e marginalità.
Certezza della risposta dello Stato: meno reati simbolici.
17. L'ITALIA RIPUDIA LA GUERRA
Riaffermare in ogni sede il primato del diritto internazionale assumendo anche iniziative concrete per tutelare i giudici che operano in questo settore.
Promuovere una Conferenza internazionale, recuperando lo “spirito di Helsinki”, per affermare nuovi principi di coordinamento dei rapporti internazionali e definire percorsi di sicurezza e di pacefondati sulla cooperazione e su piani condivisi di disarmo, secondo un approccio multipolare e una visione multilaterale.
No al piano Rearm EU, sì a una politica estera comune, accompagnata da una difesa comune europea che garantisca significativi risparmi di spesa ed economie di scala. Il tutto rafforzando il controllo democratico demandato al Parlamento europeo.
No all’innalzamento della spesa per la difesa al 5% del Pil in sede Nato, adoperandosi per introdurre target di spesa sostenibili e compatibili con il rafforzamento del nostro modello sociale.
Cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa nei confronti della guerra in Ucraina. Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale che tuteli le ragioni del paese aggredito, con il coinvolgimento dell’intera comunità internazionale.
Riconoscimento dello stato della Palestina, risoluzione dell’accordo di cooperazione militare con Israele, promozione del superamento nell’Unione Europea dello status di partner privilegiato di Israele, promozione dell’adozione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di tutti i responsabili del genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania.
18. IMMIGRAZIONE: STOP AL MODELLO ALBANIA
Istituire il Ministero delle politiche migratorie e l’integrazione
Superare la Bossi-Fini e il click day: ingressi programmati esclusivamente sulla domanda reale di lavoro.
Superare il fallimentare “modello Albania” e destinare quelle risorse a procedure rapide di esame delle domande e le conseguenti attività di rimpatrio o rilascio del permesso di soggiorno.
Ius scholae: chi è cresciuto nelle nostre scuole è già parte di questo Paese.
Intervenire in sede europea per superare definitivamente il principio per il quale i paesi di primo approdo sostengono da soli gli oneri dell’accoglienza e imporre stringenti regole di redistribuzione a tutti i paesi europei.
Istituire centri di assistenza, presso paesi “sicuri” di origine o di transito, sotto l’egida delle Agenzie delle nazioni unite, al fine di processare all’origine le richieste di protezione internazionale ed evitare che si alimenti il traffico di esseri umani. Attuare corridoi umanitari per garantire massima sicurezza agli aventi diritto alla protezione internazionale.
Promuovere un piano nazionale per garantire una effettiva integrazione mediante corsi di lingua, mediatori culturali, programmi di formazione professionali legati ai bisogni dei territori, percorsi scolastici, progetti sportivi, incentivi alle assunzioni regolari, evitando che il settore dell’accoglienza sia rimesso esclusivamente a cooperative e associazioni private.
19 PIÙ DEMOCRAZIA E PARTECIPAZIONE
Leggi popolari a data certa: le proposte di iniziativa popolare che superano una soglia significativa di firme devono essere discusse e votate dal Parlamento entro un termine definito.
Partecipazione permanente: una piattaforma pubblica nazionale per consultazioni e proposte, con obbligo di risposta istituzionale al raggiungimento di determinate soglie.
Incentivare le esperienze di democrazia partecipativa, obbligando Regioni e Comuni a istituire forme stabili di consultazione dei cittadini su decisioni di rilevanza collettiva, come la creazione di “budget partecipativi” per cui una quota parte della spesa pubblica viene decisa direttamente dalle comunità locali.
Estendere il voto ai sedicenni e ai fuori sede per ogni tipo di consultazione.
Introdurre il voto elettronico.
Abbassare il quorum del referendum abrogativo ai fini della sua validità ad un terzo degli aventi diritto.
20 PIÙ DIRITTI E PARI DIGNITÀ
Matrimonio egualitario
Legge contro omolesbobitransfobia
Adozioni omogenitoriali
Sostegno e supporto alle famiglie dopo nascite e adozione per i primi tre anni di vita dei bambini.
Creare strumenti di supporto per le famiglie con bambini appena nati, che coinvolgano istituzioni, consultori, professionisti sanitari, educatori, nei primi anni di vita.
Diritti digitali: introdurre garanzie rispetto ai dati personali, profilazione, utilizzo dei dati biometrici, all’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Garantire ad ogni cittadino il diritto di accesso alle tecnologie digitali e alle competenze digitali.
Introdurre una legge sul fine vita